Hickster Projects

Work re: Work
JOHN MAYBURY, ALBERTO MUGNAINI
Curated by Sue Kennington

11 - 26 August, 2018

Hickster 2018
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Hickster Projects is delighted to present an exhibition of work by John Maybury and Alberto Mugnaini at its project space in the heart of the Crete Senesi, Italy.

Both artists are using existing originals as their starting point. Whether these be abandoned pieces of furniture, old pornographic images or pop videos from the 80’s. The common ground is the action of re-working, making changes that re-contextualise the original whilst leaving the primary piece much in evidence. The artist is revealed not only through their interventions, but by their choice of materia prima. A choice, that is related to personal memory, anachronistic, but through their intervention catapulted into the present. During the process of both adding and subtracting, distinguishing characteristics of the original fall away and a resurrection occurs simultaneously. Maybury’s fascination with club culture, re-working his own past footage in his film ‘Read Only Memory’ 1998 by using electronic and digital manipulation, is now painting on found pornographic images revealing lone porn stars, marooned in black. Mugnaini is sourcing mass-produced, discarded pieces of furniture and artefacts, taking them into his studio, and working them back by subtracting from the original, then painting upon them, until they take on a different form entirely, producing anthropomorphic forms that have a poetry in their new lives as dispensable but beautiful beings.

The re-contextualizing of these objects relates to the current state of work and how it is morphing from the essential labour based activity of creating objects of necessity and desire from raw materials, to a process of refinement, where incremental changes are applied to existing products and ideas. Maybe evolving to a point at which human intervention is not required at all.

This exhibition then is primarily concerned not with the creation of originals, but with revealing the idea of work as an historical intervention, between man and material, and our new position in this period of transformation.



John Maybury (1958 London) is a British artist and filmmaker. In 1984 his first major exhibition at the ICA, London, combined painting, installation, film and video. Concurrently he worked closely with Derek Jarman on many projects including ‘Jubilee’ and ‘The Last of England’. By the early1980s, working in Super 8 and video, Maybury had become a leading light of the British underground film movement. He shaped a style that was unashamedly exotic, with influences from Kenneth Anger to Jean Cocteau. This led to commissions for music videos for artists such as Sinead O’Connor, Neneh Cherry and Boy George. He subsequently made four celebrated feature films: Man To Man, Love Is the Devil, The Jacket and The Edge of Love. Most recently he showed photographs and video at the Galleria Lorcan O’Neill in Rome.



Alberto Mugnaini (1955 Pisa) artist, critic and writer, graduated in History of Art and received a Ph.D. from the University of Pisa. From 1994 to 1999 he lived in New York where he was one of the founders of the "New York Works" design workshop. In 2006 he created the "AlbertoAperto" project, which includes exhibitions and cultural projects in his Milan studio. He is a contributor to the "Flash Art" magazine. His design and sculptural works have been exhibited in the most prestigious museums in Milan such as the Bagatti Valsecchi, the Poldi Pezzoli and the Design Museum of the Triennale.



Hickster Projects è lieto di presentare una mostra delle opere di John Maybury e Alberto Mugnaini nel suo spazio espositivo nel cuore delle Crete Senesi.

Entrambi gli artisti usano materiali già esistenti come punto di partenza per le loro opere, sia che si tratti di mobili abbandonati, sia che vengano recuperate vecchie immagini pornografiche o video pop degli anni Ottanta. Il loro terreno comune è l’attività di re-working, in grado di produrre modifiche che cambiano il contesto dei materiali di partenza pur senza cancellare l’evidenza dell’originale. L’intervento dell’artista si rivela non solo nei suoi procedimenti ma già nella scelta della materia prima. È una scelta anacronistica, legata alla memoria personale, ma che attraverso interventi mirati viene catapultata nel presente. Durante questo processo, che è tanto di aggiunta quanto di sottrazione, venendo meno le più appariscenti caratteristiche dell’originale, è come se si attuasse una sorta di resurrezione. Maybury, affascinato dalla club culture, la cultura musicale nata negli storici locali di tendenza degli anni Ottanta, distintosi per aver rielaborato il materiale girato per il suo film Read Only Memory(1998) intervenendo con manipolazioni elettroniche e digitali, attualmente dipinge sopra immagini recuperate da servizi pornografici, colorando e scontornando le figure degli attori, che risultano così delle sagome spaesate contro uno sfondo annerito. Mugnaini trova la sua fonte in oggetti di produzione seriale destinati ad essere riciclati o in componenti d’arredamento dismessi, che convoglia nel suo studio per rilavorarli e rimodellarli e poi ridipingerli, fino a far loro assumere una forma completamente diversa, fino ad arrivare a delle figure antropomorfe che nella loro nuova vita acquistano la poesia tipica delle essenze dotate di una voluttuaria bellezza.

La ricontestualizzazione di questi oggetti si riferisce all’attuale stato del lavoro e alle condizioni in cui esso si ritrova modificato da un’attività operativa in grado di creare oggetti di necessità e di desiderio a partire da materiali grezzi, in vista di un processo di raffinamento nel corso del quale prodotti e idee già esistenti acquistano un incremento di senso. Evolvendosi forse fino a un punto in cui l’intervento umano non è più affatto richiesto. Il significato della mostra, dunque, non consiste nella creazione di elementi originali ma nella rivelazione di un’idea di lavoro inteso come intervento che si situa nel divenire storico e che pone l’uomo e il materiale l’uno di fronte all’altro, oltre che nel mettere in evidenza la nuova posizione assunta dall’essere umano in questo periodo di trasformazione.

John Maybury (Londra, 1958) è un artista e filmmaker britannico. Nel 1984 la sua prima importante esposizione all’ICA di Londra combinava insieme pittura, installazione, film e video. In quegli stessi anni ha lavorato a stretto contatto con Derek Jarman intorno a molti progetti, tra cui Jubileee The Last of England. Verso i primi anni Ottanta, lavorando con video e filmati in Super 8, Maybury diviene una delle figure di punta del cinema underground britannico, forgiandosi uno stile di carattere sfrontatamente esotico, con influenze che spaziano da Kenneth Anger a Jean Cocteau. Questa attività lo ha portato a ricevere una serie di commissioni per video musicali da parte di artisti come Sinead O’Connor, Neneh Cherry e Boy George. Negli anni successivi ha realizzato quattro celebrati lungometraggi: Man To Man, Love Is the Devil,The Jackete The Edge of Love. Le sue fotografie e i suoi video sono stati recentemente esposti alla Galleria Lorcan O’Neill di Roma.

Alberto Mugnaini (1955 Pisa) artista, critico e scrittore, si è laureato in Storia dell’Arte e ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’Università di Pisa. Dal 1994 al 1999 ha vissuto a New York dove è stato tra i fondatori del laboratorio di design “New York Works”. Nel 2006 ha dato vita al progetto “AlbertoAperto”, che prevede progetti di mostre e di interventi culturali all’interno del suo studio di Milano. È collaboratore della rivista “Flash Art”. I suoi lavori di design e scultura sono stati esposti nei più prestigiosi musei di Milano quali il Bagatti Valsecchi, il Poldi Pezzoli e il Design Museum della Triennale.